martedì 28 dicembre 2010
forgotten people
martedì 21 dicembre 2010
scrivo per lei
lunedì 13 dicembre 2010
improbabili digressioni
2. In forse la partecipazione a Sanremo di Liu Xiaobo. Non come valletta almeno.
3. Elvis fa sapere che un paio di lifting ed è pronto a tornare.
4. Per coerenza Jovanotti ha il citofono stonato.
5. L'ammazzacaffè agisce ancora indisturbato.
6. Mettere acqua effervescente naturale nelle acquesantiere delle chiese è empietà?
7. Per resistere al richiamo delle sirene, a Ulisse bastava immaginarsele in bagno.
8. Di questo passo dove andremo a finire? Sicuramente non a Grosseto.
9. L'evoluzione dei costumi coinvolge sempre anche la moda. Tra trent'anni i preti porteranno la minigonna.
10. Parla un olandese e ti vien voglia di praticargli la manovra di Heimlich.
11. La prima manovra di Heimlich fu compiuta da Heimlich su se stesso.
12. L'italiano è una lingua stronza. Perchè gli abitanti della Prussia non si chiamano prussi?
Figurine
giovedì 11 novembre 2010
sì, plagiare
Dopo il caso Benigni-Spinoza, ennesimo scoop del quotidiano baluardo della libertà di informazione, il Giornale. Dopo accurate ricerche giornalistiche è stato scoperto che uno dei massimi esponenti della musica leggera italiana, Lucio Battisti, copiava i suoi testi. Il saccheggiato sarebbe un certo Giulio Rapetti, detto Mogol, soprannome che compariva nei crediti di tutte le canzoni di Battisti, e che per decenni è stato interpretato come il grado raggiunto da Battisti nelle giovani marmotte. Grande è stata l'indignazione dei seguaci dell'ugola di Poggio Bustone, la cui memoria è definitivamente sporcata da questo continuo ricorso al plagio. A nulla sono valse le dichiarazioni del signor Mogol per scagionarlo: "Eravamo d'accordo fin dai tempi di 'Emozioni'. Lui rimorchiava le ragazze, io gli scrivevo testi struggenti quando loro lo tradivano... con me". Continua l'oscuro paroliere "a volte andavo perfino ai suoi concerti e un paio di volte sono riuscito persino a farmi fare l'autografo sul gesso che ho messo dopo che gli avevo sottratto anche Linda". Il quotidiano di Feltri è riuscito a smascherare un altro simbolo dell'egemonia culturale della sinistra, prontissimo a gettar fango su Berlusconi con profetiche canzoni provocatorie come "Dieci ragazze per me". Nel mirino anche Guccini, Renato Rascel, Cochi (senza Renato), i Matia Bazar e Amedeo Minghi.
lunedì 8 novembre 2010
inverno
lunedì 27 settembre 2010
billy corgan sono io
non resta che condividere, divulgare, ricordare, apprezzare e ringraziare.
le vite degli altri
(dedicato a chi, seduta accanto a me in una pizzeria trentina, mi diceva "meno rigore, più vita vissuta")
mercoledì 22 settembre 2010
il rigore
domenica 19 settembre 2010
l'ultima volta
È la vigilia di una importante battaglia. La tensione nel campo è avvertibile e nessuno osa cantare, parlare, mangiare e, se si potesse, nessuno neppure respirerebbe. Non c’è paura, ma solo quell’ansia precedente il grande evento. La mia si scioglierà solo sul campo, vedendo il sole sulle baionette, sentendo il rullo dei tamburini e il passo deciso della fanteria. D’improvviso nelle tende c’è agitazione: il generale vuole arringarci. Usciamo come spinti da una molla automatica che nessuno sa bene quando ci è stata installata, ma sembra di avercela avuta sempre. Per una serie di circostanze fortuite, riesco a ritrovarmi nella prima fila del plotone schierato perfettamente. Il generale si avvicina sbrigativo, per nulla solenne, come se volesse evadere la pratica in fretta, lui uomo di azione più che di parola. Non riesco ad ascoltare il grumo di calorose invettive perché mi soffermo ad osservare il generale. Non gli ero mai stato così vicino. Scorgo la sua corporatura rigonfia, malcelata dalla divisa perfetta. Riesco perfino a percepire un sibilo del respiro mentre parla, impercettibile già a qualche metro di distanza. Intuisco la peluria delle orecchie, alcune macchie sul viso. Mi raggiunge persino, a folate, il suo odore, un miscuglio di cuoio, stalla e alcol. È talmente vicino che tutto mi sembra terribilmente umano. Un rigurgito acido mi blocca il respiro e faccio fatica per non vomitare. Intanto la breve arringa è terminata con il giubilo e l’esaltazione collettiva. Urlo anch’io ma mi rendo subito conto che questa volta è diverso. Domani andrò in battaglia ma sarà, comunque vada, l’ultima volta.
venerdì 3 settembre 2010
do not disturb
giovedì 2 settembre 2010
polaroid
mercoledì 4 agosto 2010
quel que tu m'a dit
- bin laden non riusciranno mai a scovarlo: si nasconde da anni nel programma di marzullo.
- capezzone ha sempre saputo da quale parte stare. appena nato si è subito attaccato al seno del primario.
- nell’estremo momento tutti rivedono la propria vita come un film. in quello di berlusconi ci saranno anche le pubblicità.
- questa non è acqua gassata! è piuttosto anidride carbonica umida!
- a volte il sesso rischia di diventare banale, di annoiare. a chi non è capitato? capita spesso anche a me… poi però penso a lindsay lohan in quel carcere femminile…
- Sono fallimentare come scrittore. Scrivo i libri che finiscono nelle librerie esposte ad Ikea.
- quando sto per arrivare al bancomat e finalmente lo trovo libero, ecco che da un tombino, da un lampione, da un manifesto sul muro, dal bancomat stesso si materializza uno che mi precede e che ha deciso di stabilire il guinness di operazioni consecutive.
- e pensare che lo spermatozoo che ha generato calderoli era il migliore tra milioni…
- avete mai provato ad accostare l’orecchio al mare? si sente il rumore di conchiglia
- succedono cose terribili all’improvviso. l’altro giorno ho messo il cd di carla bruni e ho realizzato che tutte quelle canzoni d’amore erano scritte pensando a sarkozy.
martedì 27 luglio 2010
porte
i ritorni perfetti sono quelli che occultano tutte le cose successe dopo che la porta si è chiusa dietro le spalle, l'ultima volta. non si deve sapere il tragitto, fatto presumibilmente di sole curve a gomito, che ci riporta a volte a bussare a quella porta. deve sembrare ostile la porta vista dall'altra parte. il distacco della superficie, una targhetta con un cognome in meno, un campanello che risuona troppo meccanico. per questo è preferibile bussare. chi è dentro può percepire l'intensità delle nocche sul legno, la velocità sempre più accelerata del rumore, che trasmette l'ansia e il timore che quell'uscio non si spalanchi mai. mi chiedo sempre chi ha più coraggio: chi si muove per andare a bussare, o chi resta dietro, appoggiato di spalle agli stipiti, immobile, aspettando che il rumore si affievolisca pian piano e poi scompaia del tutto. per sempre.
venerdì 16 luglio 2010
waka waka eh eh
- Un malato della precisione, di una pignoleria preoccupante. Nell’armadio appendeva le camicie in ordine alfabetico.
- Qualcuno avvisi il cinese che aspetta sulla sponda del fiume che il cadavere del suo nemico è stato infilato in un pilastro di cemento.
- Ormai è accertato che Meucci fu il primo ad inventare il telefono. Bell però fu il primo ad inventare uno che rispondesse.
- Fa caldissimo. sono completamente zuppo. la mia camicia è impregnata di sudore. Toh, quella macchia assomiglia a Capezzone!
- Stavamo bene insieme. avevamo raggiunto un grado di intimità assoluta, totale, completa. giusto un gradino sotto di quella che si raggiunge nell’ora di punta con i passeggeri della metro.
-Air France da sempre è la compagnia più lussuosa e con i migliori servizi. Le vivande raffinate, i sedili comodi, le istruzioni di sicurezza spiegate da Marcel Marceau…
- Gli animali sono esseri fantastici e a volte offrono storie davvero commoventi. Ho recentemente letto che un labrador di sei anni, Pallino, ha tratto in salvo il suo padrone, trascinandolo via mentre stava acquistando un cd di Ligabue.
- “Detesto il tuo atteggiamento distaccato, pacato, senza sangue, senza passione. Ti odio quando te ne stai in silenzio lì a riflettere. Non ti porterà da nessuna parte, non ha mai portato nessuno da nessuna parte. Ti immagini che cazzo di successo ‘L’Orlando Flemmatico’…”
- Aveva un gusto raffinatissimo e selettivo. quando beveva Coca Cola, riusciva ad isolare la formula segreta dal resto.
- Come avranno fatto a comunicare a Plutone che non è più un pianeta?
giovedì 8 luglio 2010
sciabordii
- Perchè voi non avete mai visto gli hooligans del sumo…
- Discutere su ciò che ci aspetterà dopo la morte è totalmente vano. le idee che ognuno di noi ha a riguardo, molto probabilmente sono false. suppongo che nessun pesce abbia come immagine del proprio paradiso il ristorante hamasei.
- L’altra sera ho partecipato ad un’orgia molto affollata e spinta.
se avete presente un qualsiasi servizio di studio aperto, sapete
cosa intendo.
- Era davvero molto avara. Decisamente. Mi chiese di fare un figlio solo per risparmiare nove mesi di assorbenti.
- Gesù sapeva camminare sull’acqua.
ma non sapeva nuotare nella terra.
- James Bond era un grande agente segreto, fenomenale soprattutto nei travestimenti: una volta era identico a Roger Moore, un’altra a Sean Connery, un’altra ancora a Pierce Brosnan…
- La diffusa pedofilia nel clero ha dato finalmente una spinta al rinnovamento.
Non più bottoni sulle tonache, ma velcro.
martedì 6 luglio 2010
lunedì 5 luglio 2010
pista
martedì 29 giugno 2010
marcellino pane e acqua
Aveva iniziato con Eduardo insieme al fratello Carlo.
- Condanna ridotta a Dell’Utri: esulta Capezzone.
Appena tornato dai festeggiamenti per il pari con la Nuova Zelanda.
- Mi commuove l’eccessivo accanimento del Fato contro Icaro: rinchiuso nel labirinto, punito per la sua audacia nel volo, associato ad un immangiabile panino d’autogrill…
- Il cibo più costoso in assoluto è il kebab: 5 euro per il panino e svariate decine di euro per ricomprare i vestiti macchiati.
- Se state con una hostess della ryanair, non traditela mai! è sicuro che ve la farebbe pagare!
- Compri un telefonino nuovo di zecca, arrivi a casa, apri la scatola, leggi le istruzioni, inserisci la sim card, lo carichi, inizi ad aggiornare la rubrica, scegli l’immagine per il desktop, dai uno sguardo alle applicazioni, controlli i giochini, mandi qualche sms di prova, verifichi che parole buffe escono dal t9, poi esci di casa, cerchi il vagone più affollato del primo mezzo pubblico e lì scegli la suoneria.
- In amore sono un inguaribile pessimista. Quando faccio il “m’ama non m’ama” uso sempre il quadrifoglio.
- In Niger muore un bambino ogni quattro secondi. Che in un’ora fanno 3600 secondi.
mercoledì 23 giugno 2010
non far caso al disordine
- Ci sono gli amanti dei cani, quelli dei gatti, io sono amante degli acari.
- Il tappeto è talmente lercio che lo nascondo sotto la polvere.
- Non sbrino mai il freezer: aspetto una recrudescenza dell’effetto serra.
- Perchè pulire i piatti quando ci possono pensare i topi?
- La doccia è uno schifo? Vuol dire che mi laverò vestito.
- Splendida la parete “rosso pompeiano”? Grazie… però sono macchie di sugo.
- Vi dispiace togliervi le scarpe in casa? Ci sono dei trampoli all’ingresso…
- Non uso spesso i detersivi! Sul flacone Mastro Lindo ha un ciuffo rock’a billy.
- Ma sì che ce l’ho una donna delle pulizie! E’ solo momentaneamente dispersa nella biancheria sporca.
venerdì 18 giugno 2010
vuvuzelas
Ora diranno che il terremoto ne aveva fatte scendere molte di più.
Chiederà pure a lui perchè lo perseguita.
venerdì 11 giugno 2010
semini d'anguria
Qualcosa che non ci sarà mai per qualcosa che non ci sarà più.
- Luttazzi copia?
Per la vergogna dovrebbe andarsene in giro mascherato.
Con baffoni, sopracciglia finte e un grosso sigaro.
(L'editto bulgaro di Berlusconi ha fatto fuori decine di comici in una volta!)
- Sri Lanka: arrestati numerosi adolescenti per effusioni in pubblico.
Salvi i due nascosti dietro la dea Kalì.
- Taxista salva una ragazza dalla violenza sessuale.
Il violentatore la salva poi dal tassametro.
- Un sacerdote belga abusò di donne in coma.
Poi però le ha perdonate.
lunedì 7 giugno 2010
zona cesarini
Quarti di finale del Mondiale di USA ’94: Italia – Spagna. Gli azzurri sono leggermente favoriti e si prevede una partita tiratissima. Roma è deserta come non si vedeva da anni (quattro per l’esattezza, cioè dai mondiali precedenti). Aspetto la mia ragazza dell’epoca a casa ma è in leggero ritardo e Baggio sta per battere il calcio d’inizio: arrivare in ritardo è un atto provocatorio sia verso di me che verso lo spirito patriottico, partendo da Cavour e finendo a Toto Cutugno. Campanello! Finalmente! Il trillo assomiglia in modo inquietante all’attacco di Fratelli d’Italia. O è solo la mia suggestione. Lei entra ma non la degno di uno sguardo perché Evani si sta involando sulla fascia. Sento che resta in piedi accanto a me. Approfitto di un fallo laterale per darle la prima occhiata: ha le ginocchia completamente ricoperte di sangue. Oddio, ma che hai fatto? Ma come mai? Ma proprio oggi? Non puoi smettere di sanguinare per una novantina di minuti? Come hai osato cadere per strada prima di un quarto di finale? Sono ventiquattro anni che cammini e ancora non hai imparato bene? La ricopro di domande, sbigottito ed incredulo, soffocando la rabbia. Recupero un minimo di razionalità e capacità logica e, attendendo un momento di stanca e melina sulla trequarti, controllo il mio armadietto delle medicine. In realtà è un portamatite e contiene solo due aspirine, scadute a luglio ’82… Ma possibile che tutto concorre a ricordarmi il Mondiale? La disperata corsa contro il tempo affina la mente e propongo medicamenti alternativi, come la maionese. D’altronde la maionese è un potente antibatterico. Avete mai sentito una patatina o un hamburger starnutire? Oppure si può tamponare le ferite con dei sottobicchieri della birra e mastice. Nessuna di queste idee riscontra entusiasmo e il sanguinamento diventa sempre più abbondante. Le alternative sono andare in farmacia oppure lasciarla, finire la storia in quel momento. Del resto cosa aveva fatto per me lei in quegli anni? Solo liti, scenate di gelosia, incomprensioni… Va bene, va bene, vado, raggiungo quella fottuta farmacia e faccio incetta di bende, amuchine e cerotti da farseli bastare fino alle Olimpiadi del 2016! Ovviamente nel lasso di tempo in cui sono lontano dalla televisione, il punteggio si ribalta tre volte, in una cornice di bel calcio ed occasioni che raramente si è rivisto sul campo di gioco. Dopo la medicazione scendiamo insieme a festeggiare. Nel generale tripudio di bandiere, clacson e striscioni, la mia faccia avvilita era una piccolissima, impercettibile, inutile stonatura.
venerdì 28 maggio 2010
vederci chiaro
giovedì 20 maggio 2010
sono una persona seria io, anzi serissima

- Conosco anche il blog: lo sfoglio sempre volentieri. (V. Marini)
- Fondamentale. (Carnalità saffica)
- Il mio computer si sganascia. (S. Hawking)
- Vorrei non essere morto solo per leggere il post-necrologio su di me.(M. Jackson)
- La mia carriera ne è stata sempre ispirata. (M. di Milwakee)
- EEEEEEEEEEEEEEEEEHHHHHHHHH!!!!!(J. il Fenomeno)
- L'ho bruciato appena finito di leggerlo. (J. Hendrix)
- Posso paragonarlo solo ad un culo. (T. Brass)
- Spinoza? Non ridevo così dal terremoto de L'Aquila. - (G. Bertolaso)
- Vorrei una casa con l'affaccio sulla copertina. - (C. Scajola)
martedì 18 maggio 2010
capillari
sabato 8 maggio 2010
spoiler 2
Una giovane ragazza inquieta (Giovanna Mezzogiorno), rampolla di una nobile famiglia, viene costretta alla clausura dopo un fidanzamento fallito. Nel silenzio irreale del convento, la novizia non può parlare, né tantomeno strillare. Il film è una incalzante sequenza di scene in cui la Mezzogiorno cerca di isolarsi dal resto delle consorelle per poter berciare a tutto spiano come un macaco. La cella, la dispensa, il chiostro, ogni angolo del convento è il luogo ideale per emettere sibili ultrasonici e ultraisterici, fastidiosi e assordanti. Nulla può impedire alla Mezzogiorno di urlare, manco la clausura!
Giorni mediocri
Una coppia in crisi in cerca di identità. Alle soglie dei quarant'anni, Livia (Margherita Buy) e Leo (Claudio Bisio) sono insoddisfatti di tutto, della loro vita mediocre, dei loro amici mediocri, del loro rapporto mediocre, del loro lavoro mediocre e della carta da parati a fiori in salone, mediocre anch'essa. In balìa di questa mediocrità soffocante decidono di separarsi, nonostante abbiano dei figli adolescenti, mediocri anche loro però. Per fortuna la loro mediocrità li porta a fallire anche il divorzio e, in un finale catartico, la famiglia riunita si ritrova a cantare insieme una canzone di Biagio Antonacci in coda al casello autostradale di Firenze Signa.
Sol dell'avvenire
Film che segna il ritorno di Nanni Moretti alla regia. Storia di un regista in forte crisi di idee che scrive un film su un regista in fortissima crisi di idee. Cameo di Massimo D'Alema.
Quanto stavamo meglio
La dorata rievocazione degli anni '70, quando l'impegno politico era impegno politico, si andava a letto dopo Carosello, le pesche erano più dolci e i film sugli anni '70 non dovevano rievocare nulla. Un adolescente sognatore vive la sua età immaginando quando avrà 45 anni e potrà finalmente ripensare a quel periodo con delicata e tenera nostalgia.
Giulio Cesare
Primo kolossal italiano dopo decenni. Finanziato dalla Medusa, racconta in maniera filologicamente impeccabile l'ascesa al potere di Giulio Cesare, impersonato da uno Scamarcio, più intenso ancora del film su Mussolini. Ingente l'investimento economico profuso dalla produzione che non ha badato a spese per il cast internazionale: Antonio Banderas nel ruolo di Marcantonio, Penelope Cruz nel ruolo di Cleopatra e il Rio delle Amazzoni nel ruolo del Rubicone. Per la scena dell'assassinio, usate diecimila comparse, anche se le comparse non si distinguevano da quelli che erano in fila per dare una coltellata a Scamarcio.
spoiler
In anteprima le trame dei film italiani della prossima stagione cinematografica. Se non volete sapere come muore Scamarcio nel film biografico “Mussolini”, cambiate blog o bendatevi.
Nella stanza tua c'è ancora il letto come l'hai lasciato tu
Ennesimo film generazionale basato su una frase di una canzone. Ambientato negli Ottanta, è la storia un alunno delle elementari (uno spumeggiante Nicholas Vaporidis) che perde a testa per la bidella della scuola (l''avvenente Lucilla Schiapparelli, al suo esordio) e fa di tutto per ottenere la sua attenzione. Alla fine, dopo aver incendiato, allagato, vandalizzato, sodomizzato, svaligiato la scuola, riesce a coronare il sogno d'amore con l'approvazione della classe (un mimetico Alex Spaccasassi impegnato in ventidue ruoli diversi) e la malcelata gelosia del maestro Rulfoni (interpretato da Ale&Franz). Colonna sonora d'epoca con gli indimenticabili brani delle compilation Hot Shot '80 (volumi 1,2,4,7,9,12, 34).
Mercato nero
Prova d'autore di Pupi Avati che ambienta il suo film nella settimana dal 7 al 14 marzo del '42, unico lasso di tempo degli anni '40 non ancora coperto dalla sua filmografia. Avati riesce come sempre a far recitare sapientemente insieme attori di alto profilo e neofiti del grande schermo. Accanto ad un magistrale Carlo Delle Piane, appaiono anche Amadeus, Osvaldo Bevilacqua, Mal dei Primitives, Fiordaliso e il Gabibbo nel ruolo del podestà fascista del paese. La trama narra di una famiglia contadina alle prese con la difficoltà di approntare il banchetto di nozze della figlia minore. Però le nozze sono fissate il 4 luglio, quindi non si sa come va a finire.
Pulisciti la bava
Seguito di “Baciami ancora”, è il capitolo finale della trilogia di Muccino. Cast confermatissimo, ad eccezione di Stefano Accorsi che aveva già prenotato una vacanza al Club Med delle Seychelles con Laetitia Casta e, ehm, sapete... La combriccola di amici si ritrova alle prese con i problemi della loro generazione perduta: come tenere il giardino della villa all'Olgiata sempre all'inglese, azzeccare la cera per la carrozzeria della Volvo, la voglia di fuga da tutto ciò.
Benito!!!!
Biografia del Duce, impersonato da un intensissimo Riccardo Scamarcio. Nel film viene affrontato l'aspetto umano di Mussolini, il suo amore per il jazz, per i gerani e per le stampe di oggetti dalle forme antropiche. Apprezzata la prova di Scamarcio che per prepararsi adeguatamente al ruolo è ingrassato e ha dichiarato guerra all'Albania. Il finale di piazzale Loreto è stato girato con un trucco cinematografico sofisticato: Scamarcio era in piedi normalmente, è stata rovesciata la pellicola in fase di montaggio.
martedì 27 aprile 2010
l'estate sfinisce presto
- Il mare è senz'altro preferibile al lago. Se non altro non si corre il rischio di ritrovarsi davanti George Clooney in vestaglia.
- In realtà la musica sparata a tutto volume sulle spiagge è un deterrente agli sbarchi clandestini.
- Che snob gli intellettuali radical chic! Addirittura lanciare la moda di andare al mare in Umbria...
- Le mamme che chiamano! Keviiiiin! Samueeeeeel! Sueeeeemi! Mi piace immaginare che i bambini abbiano degli pseudonimi che usano solo in spiaggia.
- Proverò a mettere la sabbia e la crema solare nei panini direttamente a casa.
- "Dai giochiamo a racchettoni! Tu ti metti ad Alassio, io a Maratea!"
- Chi disegna le fantasie dei teli da mare? Elton John?
- Alcuni ci mettono talmente tanta foga nel piantare l'ombrellone che mi aspetto un'imprecazione in australiano, prima o poi...
- Sono stato un anno in vacanza a Rimini. Molto bello anche se non sono riuscito a vedere tutto. Pare che addirittura ci sia il mare...
sabato 24 aprile 2010
nello specchio
venerdì 9 aprile 2010
non era destino
sabato 27 marzo 2010
mi piace il presepe
sabato 20 marzo 2010
Lui
lunedì 15 marzo 2010
insonnia
giovedì 11 marzo 2010
ritratto
(a S.)
martedì 2 marzo 2010
il regalo
sabato 27 febbraio 2010
vipsssssss
- Beckham adora lo stile e l'eleganza. Veste Armani. E a volte lui gli permette di lucidargli anche le scarpe.
- Sul calendario Maya che prevede la fine del mondo ci sono le foto di Sandra Milo nuda.
- Sono passati quasi due anni da quando Lapo ha capito che la Fiat fa macchine.
- Al Bano e Romina, quando i loro figli furono cresciuti abbastanza, li misero al corrente di una dura verità: non li avevano adottati.
- Ramazzotti è costretto a fare molti album a causa del divorzio con la Hunziker. Non sono tanto gli alimenti a pesare, quanto il filo interdentale.
- Se penso che in ogni nazione c'è uno uguale a Gerry Scotti...
- Cordoglio nel mondo della musica. Due giorni fa sono morti i denti di Freddy Mercury.
- La faccenda di Morgan è tristemente ammonitrice. Ti droghi e ti ritrovi a fare l'ospite televisivo.
lunedì 22 febbraio 2010
post it
mercoledì 17 febbraio 2010
perchè sanremo?
O era uno a cui stavano compiendo la manovra di Heimlich.
- Il vestito della Clerici.
Uno splendido esempio di land art.
- In onda la prima serata di Sanremo.
Intercettate telefonate di telespettatori che si divertivano.
- Droga: la Clerici augura a Morgan di uscirne al più presto.
Poi però la puntata va avanti.
- Emanuele Filiberto eliminato ma potrà essere ripescato.
Con apposito decreto.
martedì 16 febbraio 2010
l'ultima ora
- Chi è? Cosa ci fa a casa mia?
- Sono un killer. Mi hanno ingaggiato per eliminarla.
- Posso sapere chi la paga?
- Non lo so nemmeno io. E poi non ha molta importanza, tanto tutto il guadagno va via in tasse.
Fatto sta che devo farla fuori. Facciamo in fretta, cortesemente, perchè ho il cinema stasera e mi scoccia entrare al secondo spettacolo.
- Ma... scusi. Avrei tutto il diritto di sapere chi mi odia a tal punto e per cosa devo morire. Abbia pazienza lei. Il film lo può vedere già iniziato. Nei primi minuti poi non succede mai nulla.
- Spero non sia questo il motivo... Mi fa almeno togliere il soprabito? Detesto essere ucciso se non sto comodo. Il massimo sarebbe poter mettere anche le ciabatte.
- Glielo sconsiglio. Eviterebbe il fastidio di mettere le scarpe a chi deve occuparsi della vestizione del cadavere. E comunque inizio a perdere la pazienza.
- Se la perde completamente che fa? Mi uccide?
- Non la ammazzerei mai per questioni private o per uno scatto d'ira dovuto ad impazienza. Stenterà a crederlo ma sono un professionista scrupoloso, mi piace fare tutto bene. E non ho mai ritardato le esecuzioni neanche di cinque minuti. Per cui...
- Mi chiedevo se le saltassi addosso togliendole l'arma.
- Sarebbe una mancanza di rispetto notevole. Lei ha appena finito la giornata di lavoro, mentre io no. Vuole lasciare un ricordo così meschino ad amici e parenti? Cosa penserebbero di lei se sapessero che prende in giro i lavoratori?
- Ha ragione, mi scusi. Soffrirò?
- Non si preoccupi, sarò talmente delicato che mi ringrazierà.
- Di questo gliene sono grato. Appendo il cappotto e andiamo di là.
- La seguo.
- Grazie mille.
(Pum! Pum! Appena in tempo per l'inizio del film)
giovedì 11 febbraio 2010
guido piano
Non avrà problemi a trovare "lussuosa" la sua futura cella.
Sospese anche le calamità fino alla nuova nomina.
- Corruzione dilagante nella Protezione Civile.
Sguazzare nelle catastrofi li fa sentire ancora più ricchi.
Fa parte delle celebrazioni in onore di Craxi.
- Il sistema di corruzione era legato ai "grandi eventi".
Peccato che il terremoto de L'Aquila non si tenga ogni quattro anni.
- Va dato atto a Bertolaso di aver gestito bene i rifiuti.
E non si intende la spazzatura di Napoli.
- Appalti gonfiati anche per gli impianti dei Mondiai di nuoto.
Gli atleti hanno nuotato in piscine di Perrier.
martedì 9 febbraio 2010
la goccia
venerdì 5 febbraio 2010
benedizione
giovedì 4 febbraio 2010
polonia
"La Polonia è la più grande produttrice di cattolici e di patate, cattoliche anch'esse. Storicamente la sua posizione geografica ha procurato numerosi svantaggi, in quanto confina con due stati come Germania e Russia. Un po' come se alle elementari vi avessero messo nel banco tra Tyson e Bin Laden. Il paese, pur facendo parte del patto di Varsavia, ha sempre conservato una notevolissima connotazione cattolica, salvaguardando sempre questo instabile equilibrio. Nella cittadina di Szrszcwoscz fu innalzata una statua di Stalin col vestito della prima comunione, le suore polacche indossavano il colbacco al posto del velo e il 1° maggio per le parate militari sfilavano i boy scout. In questi ultimi anni l'orgoglio nazionale polacco si è coagulato attorno alla figura di Giovanni Paolo II. Solo a Varsavia a lui sono dedicate 22 vie, 16 piazze, 46 scuole, 2 stadi, 15 teatri, 6 locali di lapdance... i postini, scoraggiati, lasciano tutte le lettere davanti alla cattedrale e i cittadini vanno a ritirarsele da soli." E' deciso: la prossima estate la passerò in Polonia!
lunedì 1 febbraio 2010
avvisaglie domestiche
È il momento di mettere ordine nell'armadio, quando non ti stupiresti di trovarci un topless bar dietro un'anta.
È il momento di fare la spesa, quando il cibo che hai in casa non potrebbe essere combinato neanche da un cuoco inglese.
È il momento di sbattere il materasso, quando vieni svegliato dal russare degli acari.
È il momento di comprare la carta igienica, quando sei arrivato alla voce “Zanzibar” dell'enciclopedia.
È il momento di buttare i giornali, quando in prima pagina si esulta per il trionfo di Alessandro Natta al congresso.
È il momento di stirare i vestiti, quando cominci a camminare come l'omino di latta del Mago di Oz.
È il momento di dar da mangiare al pesce rosso, quando senti dall'acquario una fisarmonica che improvvisa “Besame mucho”.
È il momento di sbrinare il frigo, quando te lo ritrovi tra le località candidate ad ospitare le prossime olimpiadi invernali.
È il momento di spolverare, quando casa tua ti sembra un filmato di propaganda della DDR.
mercoledì 27 gennaio 2010
indecisioni parallele
lunedì 25 gennaio 2010
l'evidenza del panino
La mia cena giace sul tavolino spoglio. Non mi va più. È un panino col prosciutto ed è già addentato. Ne osservo la dura evidenza. È qualcosa che fa parte della mia vita, è a suo modo necessaria, ma tra un quarto d’ora sarà dimenticata. È stato così anche per tutti gli altri panini precedenti. Buttati giù, sfruttati per la loro immediata dose di calorie e dimenticati. Questo panino ho deciso di tenerlo a mente più a lungo, probabilmente diventerà l’universale per tutti i suoi simili passati e per quelli che verranno. I morsi ne hanno lasciato scoperta la struttura, rendendolo indifeso ed osceno, isolato dalla sua funzione specifica. La sua perfezione (fette di pane che combaciano, prosciutto che non deborda) è durata pochi secondi, devastata dal primo morso. Continuo a guardare con scrupolo le curve del pane, il colore rubino dell’affettato e il gioco di ombre sulla superficie. Vorrei poter andare oltre e ricordarmi la forma di ogni briciola. Quanto si può andare a fondo nell’osservazione di un oggetto? La mia concentrazione mi spinge fin quasi ad alienarmi e a non riconoscere il giusto peso da dare alle cose inutili. Il telefono per fortuna squilla e mi ridesta. Rispondo. Riattacco. Prendo il panino. Lo avvolgo nella carta e lo butto. Esitando un po’.