martedì 27 luglio 2010

porte

"non sono tornata per te, sono tornata per me"

i ritorni perfetti sono quelli che occultano tutte le cose successe dopo che la porta si è chiusa dietro le spalle, l'ultima volta. non si deve sapere il tragitto, fatto presumibilmente di sole curve a gomito, che ci riporta a volte a bussare a quella porta. deve sembrare ostile la porta vista dall'altra parte. il distacco della superficie, una targhetta con un cognome in meno, un campanello che risuona troppo meccanico. per questo è preferibile bussare. chi è dentro può percepire l'intensità delle nocche sul legno, la velocità sempre più accelerata del rumore, che trasmette l'ansia e il timore che quell'uscio non si spalanchi mai. mi chiedo sempre chi ha più coraggio: chi si muove per andare a bussare, o chi resta dietro, appoggiato di spalle agli stipiti, immobile, aspettando che il rumore si affievolisca pian piano e poi scompaia del tutto. per sempre.

1 commento:

  1. Già... (detto da una che sta in silenzio appoggiata agli stipiti)

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