giovedì 12 luglio 2012

mundial

la qualità unica del mondiale dell'82 (per tutti, per sempre il mundial) è il fatto di essere un ricordo condivisibile per quelli che l'hanno vissuto o anche per quelli che lo hanno soltanto "recepito". la totalità dei bei ricordi della propria infanzia, della propria gioventù sono privati e personali e, se condivisi, presuppongono un narratore ed un ascoltatore. in quella estate c'è invece un ricordo collettivo, qualcosa che basta evocare per essere subito compresa e apprezzata. milioni di italiani coagulano le emozioni di quegli istanti attorno ad un unico aggregante, emozionante nella sua specificità, da preservare perché patrimonio popolare. l'italia è un paese talmente avaro di momenti altrettanto belli (forse non ce n'è un altro comparabile) che mi sembra ovvio che dopo trent'anni ognuno di noi si compiaccia della propria pelle d'oca ogni volta che risente martellini urlare commosso "campioni del mondo" per tre volte. ma per tutti noi è come se lo urlasse all'infinito.

2 commenti:

  1. mah... io non ero tra quelli. arrivarono a quello comprandosi il camerun, roba di poco conto...

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