venerdì 4 maggio 2012

vino rosso

la prima volta che mi ha invitato a cena ha preparato cose deliziose, quel tipo di piatti che meritano nomi in francese (poulette au grandguignol avec champoise de montparnasse et ribery, robe così). aveva anche stappato un vino pregiatissimo, di quelli che danno di cuoio, fiori di campo, vaniglia e bagnoschiuma badedas tutto insieme. l'ha messo in un bicchierone, annusato, mosso, riannusato, scosso e sono certo che cantargli una ninna nanna non avrebbe stonato in tutta quella cerimonia. poi l'assaggio solenne, come se dal responso di quelle acutissime papille dovesse dipendere la sorte del popolo palestinese. perplessità, attesa, perplessità più forte, poi il gesto risolutivo di scolare la bottiglia nel lavandino. forse il sentore di cuoio non era abbastanza equilibrato e contrastato con quello del badedas. fatto sta che ho subito pensato "questa deve essere una matta completa". per fortuna ci avevo visto giusto e domani, dopo un anno e mezzo, ci sposiamo.
p.s. il vino del banchetto lo faremo assaggiare a qualcun altro.

4 commenti:

  1. poi il gesto risolutivo di scolare la bottiglia nel lavandino.

    Tutto un gran cinema per impressionarti. Vedo che ha funzionato.

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  2. mi pare giusto. Un po' a me, un po' a te, un po' alle fogne. Ha senso.

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  3. non avevo letto questo post... bello!

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  4. Urca, la regina delle pose!

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